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    October 31

    La ricerca della verità...

    Ieri sera all'incontro abbiamo parlato della ricerca della verità... e della ricerca in genere... io credo che per crescere nella fede o nella società, insomma per crescere come uomo ci si deve mettere sempre in atteggiamento di ricerca.

    Cerchare con tutte le forze dove sta la verità. Non si può vivere in maniera apatica accettando tutto quello che ci capita o che ci viene detto senza porsi nessuna domanda. Certo io credo anche che la verità è Dio... ma Dio può essere in tante cose, e allora magari scoprendo di aver trovato qualcosa, un domani possiamo accorgerci che avevamo trovato un aspetto di Dio...

    Nella sezione "cartelle pubbliche" potete trovare la presentazione per la riuonione di ieri sera.

    Giovedì 6 novembre c'è il prossimo incontro non mancate...

    sotto ho scopiazzato delle considerazioni trovate su internet:

    Ognuno ritiene di avere tanta o poca fede, anche a seconda dei momenti particolari della propria vita. E' importante (almeno una volta in vita!) poter "ripartire da zero", riscoprire le radici della fede, senza dare nulla per scontato. Appariranno cose nuove e anche la Parola di Dio e i sacramenti li vivremo in un modo molto diverso da prima. Per i bambini questo modo di affrontare i primi passi del catechismo li aiuta a partire con il piede giusto: la confidenza con un Dio buono che ci ama, e non la paura di un Dio che castiga.

    Quando ci accostiamo agli degli argomenti o delle tematiche usiamo 2 facoltà umane, la mente e il cuore. A partire da queste realtà cerchiamo dentro di noi stessi, nella nostra interiorità, la luce della presenza di Dio??? Quando si inizia una ricerca mi lascio illuminare dalla Parola di Dio per conoscere meglio la verità di me stesso? In altre parole mi lascio condurre dai testi biblici che sono come un "filtro" attraverso il quale purifico e rendo trasparente la verità di me stesso?

    Qui nasce la fede cristiana. La Parola di Dio è vera COMUNICAZIONE che ci salva dall'inferno della solitudine e della incomunicabilità tra di noi e con Dio stesso.

    Ho chiaro il progetto e l'obiettivo finale delle mie preoccupazioni?  I vari obiettivi che mi pongo sono per una maggior verità di me stesso oppure, anche se buoni in se stessi, favoriscono la dispersione della mia persona, fino all'incapacità di far comunione?

    La cattiveria del bastare a se stesso vale anche per la chiesa quando si gonfia di urgenze e piani pastorali e si chiude nella cerchia delle proprie cosa da fare. L'acqua dell'ascolto della Parola di Dio è il punto di partenza per un cammino che porta a fidarsi di Dio.

    COME RISPONDIAMO A DIO CHE PARLA?

    La fede è ascolto di Dio con tutta se stesso. Si tratta di fare esperienza di Dio con tutto noi stesso. Il nostro corpo fa da cassa di risonanza per quello che succede dentro di noi.

    Ecco i passaggi o tappe dall'ascolto della Parola di Dio verso la verità di noi stessi:

    a. Ascolto le risonanze dentro di me, come la mia coscienza coglie la Parola di Dio.

    b. Dò un nome ed esprimo attraverso gesti, parole, sentimenti, atteggiamenti e scelte, cosa c'è dentro. Rendo presente a me stesso quali reazioni vivo di fronte alla Parola ascoltata.

    c. Confronto con altri le mie risonanze, ecco il circuito della comunione e della comunicazione di fede. Esso genera la comunione e fa crescere la verità e la trasparenza reciproca.

    October 28

    il treno della vita

    ho trovato un raccontino:

     

    La vita non è altro che un viaggio in treno: pieno di partenze e di fermate, ricco di incontri, taluni gradevoli altri spiacevoli. Quando si nasce saliamo sul treno e ci incontriamo con alcune persone con le quali crediamo di fare tutto il viaggio: sono i nostri genitori.

    Purtroppo la verità è diversa. Scenderanno in qualche stazione lasciandoci orfani del loro affetto, della loro amicizia e della loro compagnia insostituibile.
    Questo non impedisce che salgano altre persone cha avranno un ruolo importante per noi.

    Vi salgono i nostri fratelli, i nostri amici, i nostri amori meravigliosi. Delle persone che prendono questo treno, alcune lo faranno  per fare una gita, altre avranno solamente dolori durante il viaggio, altre ancora circoleranno per il treno sempre pronte ad aiutare gli altri.

    Molte scendendo lasciano negli altri passeggeri un senso di nostalgia; altre passano tanto inosservate che non ci rendiamo neppure conto di averle avute come compagne di viaggio.

    E’ curioso costatare che alcuni passeggeri, talora quelli che ci sono più cari, si accomodano in vagoni diversi dal nostro.

    Siamo obbligati a fare il tragitto separati da loro. Ciò non ci impedisce che durante il viaggio talora lasciamo il nostro vagone per congiungerci a loro, ma purtroppo non possiamo sederci al loro fianco perché il posto è già occupato.

    Purtroppo si viaggia così. Il viaggio è pieno di sfide, di sogni, di fantasie e di speranze perdute... Mai però di ritorni. Per cui facciamo questo viaggio nel modo migliore possibile.

    Cerchiamo di relazionarci bene con tutti i passeggeri, cercando in ciascuno ciò che ha di meglio.
    Ricordiamoci sempre che ad ogni istante del tragitto,
    potrebbero avere bisogno di noi come noi potremmo avere bisogno di loro: bisogno di qualcuno che ci comprenda.

    Rimane inoltre un grande mistero che non sapremo mai in quale stazione dovremo scendere, e tanto meno sapremo dove scenderanno i nostri compagni e quanti ci stanno seduti accanto.

    Mi viene da pensare se, quando dovrò scendere, avrò nostalgia: credo di sì. Separarmi da alcuni amici che mi sono fatto lungo il viaggio sarà doloroso. Lasciare che i miei figli lo continuino da soli, sarà molto triste.

    Però mi aggrappo alla speranza che, ad un certo punto, giungerò alla stazione principale ed avrò la grande gioia di vederli arrivare tutti con un bagaglio che non avevano quando sono saliti sul treno.

    Ciò che mi farà felice sarà pensare che ho collaborato a rendere il loro bagaglio più grande e prezioso.

    Amici, facciamo in modo che il nostro viaggio in questo treno sia tranquillo. Facciamo in modo che quando dovremo scendere, il nostro posto vuoto lasci un po’ di nostalgia e dei bei ricordi in coloro che continuano il viaggio.

     

     

     
    October 13

    l'avvocato del diavolo

    cineforum domenica 12 ottobre 20008
    L'avvocato del diavolo
     
    È un film diretto dal regista Taylor Hackford ed uscito nelle sale cinematografiche nel 1997. Il titolo fa riferimento all'espressione idiomatica Avvocato del diavolo (durante il processo di canonizzazione, il promotore della fede, chiamato anche avvocato del diavolo, è una figura incaricata dalla Chiesa di apportare argomenti che mettano in discussione la canonizzazione del candidato), ed il nome del personaggio interprelato da Al Pacino,

    La storia narra l'ascesa al successo di Kevin Lomax, avvocato di successo in provincia, e della moglie Mary Ann. Lomax non ha mai perso una causa e, viene assunto dal potente studio legale Milton di New York.

    Qui conosce il proprietario dello studio stesso che gli assegnerà cause ambigue e lo porterà verso una deriva personale che lo allontanerà dalla moglie e lo condurrà a pensare sempre più al proprio successo. In realtà egli non si sta rendendo conto che sta vendendo l'anima.

    AI RAGAZZI...

    ho inserito una cartella con la scheda del film con domande e spunti per la riflessione... ho anche messo altro... vedete se vi può interessare!!!

    sotto c'è un video per rinfrescarvi la memoria... ciao!!!